PORT ROYAL

PORT ROYAL
Celebre abbazia medievale francese, luogo di studio e di educazione dove fra gli altri si è formato il filosofo Pascal, ma anche luogo avventuroso nelle Antille nel  XVII secolo  attraversato da  pirati,  bucanieri e corsari  in cerca di una sorte migliore.

Port Royal è un progetto a cura di Riccardo Vannuccini che Artestudio realizza per il 2020 con il contributo della Regione Lazio, Direzione Affari Istituzionali, Area Politiche degli Enti Locali e con la collaborazione degli Istituti Penitenziari di Latina, Rieti, Velletri, Viterbo e Regina Coeli di Roma. Il progetto ha la durata di 12 mesi nei quali saranno realizzati laboratori, workshop e performance teatrali nei cinque carceri del Lazio.

PORT ROYAL che riprende e sviluppa un progetto ultradecennale di ARTESTUDIO, in particolare vuole da una parte assicurare tramite la partecipazione diretta della popolazione detenuta di alcuni istituti – Regina Coeli, sezione comuni e sex offender; Viterbo, sezione comuni e sex offender; Rieti, sezione sex offender, Velletri, sezione comuni, Latina, comuni – un’attività culturale stabile e continua nell’intento di contrastare il disagio e l’emarginazione sociale; e dall’altra migliorare la qualità della vita detentiva e favorire la crescita culturale tramite la condivisione di progetti culturali comuni.

Il progetto PORT ROYAL vuole seguitare l’attività di ARTESTUDIO all’interno dei vari Istituti penitenziari, garantendo un servizio utile e aggiornato ritenuto da tutti necessario e che si svolge con la collaborazione della Direzione, degli educatori e della Polizia Penitenziaria.
In questo progetto vogliamo sottrarre il detenuto al “teatro del giudizio”.
Al contrario, il nostro lavoro segue l’inoperosità di Benjamin, Agamben e Nancy: nessun equivoco sul mestiere dell’ attore, i detenuti sono impegnati in una singola e singolare, personale ricerca di recupero delle possibilità esistenziali attraverso lo strumento dell’ espressività.
Col progetto intendiamo:
– Realizzare attraverso percorsi educativi dell’ arte e della cultura processi di sostegno e di reinserimento e risocializzazione della popolazione detenuta;
-Favorire la fruibilità dei diritti delle persone detenute, cioè la possibilità di esprimere emozioni e sentimenti, di svolgere attività di gruppo e di avere contatti con realtà esterne al carcere;
-Realizzare momenti creativi ed educativi di tipo artistico-culturale che vedano i detenuti protagonisti delle attività svolte;
– (Ri)percorrere attraverso l’ arte percorsi formativi anche non dialogici utili alla individuazione della propria personalità secondo possibilità diverse e sconosciute.

Il progetto prevede un laboratorio di 12 mesi presso l’Istituto di REGINA COELI, con detenuti comuni e detenuti del cosiddetto repartino, sezione fragilità psichica, e 4 workshop negli istituti di VITERBO, RIETI, VELLETRI, LATINA sul tema del teatro sociale, sempre rivolti alla partecipazione diretta della popolazione detenuta.

Da una parte dunque si garantisce nel carcere giudiziario storico della Capitale un’attività stabile e continua, dall’altra si realizzano dei workshop in 4 istituti e armonizzando l’iniziativa ARTESTUDIO con le altre attività già in corso in un programma armonico di messa in rete delle attività e come verifica di possibili sviluppi e collaborazioni.
Il progetto prevede la realizzazione di due performance a REGINA COELI come momento pubblico condiviso, a luglio 2020 e marzo 2021; e una prova aperta in ognuno degli altri istituti. Con elementi di scena e costumi e con la partecipazione di una compagnia teatrale professionale.
I detenuti che partecipano al LABORATORIO di REGINA COELI, le due sezioni, saranno circa 15. I detenuti dei 4 Istituti che partecipano al workshop complessivamente circa 60 per un totale di 75 detenuti diretti partecipanti.